Tutta colpa del malleolo

A(b)Braccio # Cinzia Zerbini Oz
giornalista – Palermo

Mentre mi porge il suo telefono vorrei scappare, ma qualcosa me lo impedisce. Questo qualcosa è il mio malleolo fratturato che non mi fa guidare e quindi tornare a casa per distendermi sul divano, lamentarmi, leggere, guardare la televisione, mangiare, fare tutte quelle cose che facevo prima di accettare l’invito di quest’uomo che mi ha portato in un agriturismo posto in cima ad una collina, a oltre 20 chilometri dal primo centro abitato.

Forse desidera solo giacere con me, anche se da quando prendo il cortisone ho la faccia gonfia, la ritenzione idrica persino sulle ciglia e guardo con molta preoccupazione al futuro che mi appare fosco. Un po’ più fosco del solito, intendo.

Mi porge il suo telefono, quindi, e mi dice: “guarda. Qui avevo già percorso 459 chilometri con la mia nuova bici che è costata 2.300 euro e che pagherò a rate fino al 2045”. Guardo la sua faccia, perché lui dopo 459 chilometri si fa il selfie.

Ora, io non ce l’ho sempre avuta con i ciclisti e non so perché ad un certo punto chi pedala ha ottenuto la mia incommensurabile disistima. Sarà perché una volta un ciclista mi fratturò il polso. Sì, io sono una donna che si frattura spesso. Anche nel cuore ho varie rotture scomposte e per questo lo tengo ingessato.

Sono qui, in questa pizzeria dell’agriturismo “Da Turi u figghiu”, e immagino che si chiami così dopo “Da turi u patri”, in compagnia di un uomo che mi ha invitata a cena. Adesso mi impiccherei al lampadario, che altro non è che una ruota di un carretto antico siciliano. E’ un riciclo ed io odio i ricicli. Detesto la decrescita, i pallet trasformati in sedile. Non sopporto chi produce solo un etto di spazzatura alla settimana, gli attenti alle tematiche ambientali, gli impegnati nel sociale.

Voglio andare a casa e non posso andarci.

Ordino la pizza: “Non ci sono più le stagioni di una volta” con zucchine e curcuma. Avrei scelto “Tolgo il disturbo” ma non mangio le uova perché ho il colesterolo alto. Glielo dico. Mi guarda schifato. Forse non ha mai conosciuto una donna con il colesterolo alto. Esagero e gli dico che ce l’ho a 400. Si preoccupa. Gli spiego che prendo il riso rosso fermentato, l’olio di pesce e altri intrugli miracolosi. Lui ordina la pizza “Forza e coraggio”: temo sia un messaggio subliminale.

Mentre mi spiega la fatica boia che ci vuole ad andare in bici da Enna a Calascibetta. E mentre con dovizia di particolari mi illustra le patologie del ciclista, proprio mentre addento una sottile pasta croccante e penso che tutto sommato quest’agriturismo non è poi tanto male visto che si mangia bene….. eccola. Parla di lei, della sua ex, che lui ama tanto ma che l’ha lasciato per uno che gioca a calcio. “A calcio, capisci? Non lo capisce che il calcio è uno sport sporco che tutto è truccato non come il ciclismo”.

Mentre un filo di ottima mozzarella di bufala si srotola con maestria lungo l’angolo della mia bocca dico che molti ciclisti sono drogati. La risposta è: “ma che c’entra”.
Mi astengo dal replicare. Chiudo il cervello e tracanno una birra al limone che mi piace tanto, ma che mi va di traverso mentre mi parla di lei. Di lei che percorre 200 km senza mai fermarsi.

“Ca machina?” Chiedo.
Mi guarda sconvolto! “No, in bici!”
Penso: “sticazzi”.

Mi spiega che la ama non solo perché è bella e sportiva, ma anche perché mangia poco. E lo dice a me, gonfia di cortisone e di carboidrati. Lui non si nutre e gli chiedo perché non si prende un’insalatina.
Non ha fame.

Perché non riesco a conquistare neanche un ciclista? Il che è tutto dire e mi viene da piangere. Gradisco un dessert o della frutta? Ordino un semifreddo che qui si chiama “quasi caldo”. Lo mangio e gli chiedo: “Scusa, ma perché mi hai invitata a cena?”. Mi guarda. Lo guardo. E vedo un uomo che sta per dirmi una cattiveria, lo so. lo sento.

“Perché pensavo di distrarmi, scusami”.
Dico “figurati”.

Va bene, penso. L’amore è così. Sto cazzo di amore è così.
Ok, ok.. andiamo a casa, mi dice, e tutto quello che riesco a pensare è che un ciclista innamorato è molto peggio di un ciclista che pedala.
Ora spero solo che non mi abbandoni in autostrada.

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