Bambini

A(b)Braccio # Adolfo Fantaccini
giornalista – Roma

Ci sono storie tristi e altre a lieto fine. Destini gonfi di speranza e altri calpestati dalla malvagità. E, naturalmente, ci sono bambini e bambini. Sono loro, in un mondo sempre più avaro di fatti e personaggi che si contraddistinguono per la propria autenticità, a regalarci le storie più accattivanti, che vale davvero la pena di raccontare.

Le ultime due – fra le tante – arrivano dagli antipodi del mondo: una dall’Argentina e l’altra dalla Sicilia. La prima parla di una rivalsa contro la ‘malasuerte’ e di un ragazzino che la madre immortala in un lampo fotografico mentre assiste con un amichetto alla partita d’addio di Diego Alberto Milito, l’ex bomber dell’Inter e del Genoa, il cui nome resta sospeso fra il Diego di Maradona e l’Alberto di Mario Alberto Kempes, eroe del Mundial 1978.

Sembra un’immagine d’altri tempi, rubata all’innocenza di un sogno, invece è lo specchio del dramma che Santiago Freres (così si chiama il ragazzino) vive quotidianamente, gestendolo attimo dopo attimo e trasformandolo in un trionfo della volontà, del bene sul male. Della vita. Santiago, a causa di una malformazione genetica, è nato senza una gamba, vive con la stampella da quando provò a camminare con l’unica che il destino gli ha lasciato.

Il piccolo Santiago tifa per il Racing Avellaneda, dove Milito, il suo idolo, ha deciso di chiudere la carriera: darebbe l’altra gamba pur di assistere al commiato del ‘Principe’. Gli viene un’idea: sale sulla stampella, dopo avere ceduto l’altra all’amico, si appoggia al muretto e riesce a vedere la partita. Naturalmente lo stesso fa l’amico. Un miracolo di fantasia e forza di volontà. La foto dei due gauchos appoggiati al muretto, mentre guardano ammirati l’ultima partita di Milito, diventa virale, e non solo sul web, scuotendo le coscienze, ma soprattutto regalando più di una speranza.

L’altra (speranza) la regala il visino di cioccolato della bimba sbarcata in Sicilia, dopo un crudele e drammatico viaggio della speranza, durante il quale perde per sempre la mamma. La piccola, forse, non si è ancora resa conto della tragedia che l’ha colpita, o forse si. I suoi occhi luminosi, tristi e colmi di malinconia, fanno il giro del mondo, destando commozione a ogni latitudine. Lei è una delle tante bimbe che hanno diritto a un futuro e, soprattutto, a una dose sempre minore di bugie e di crudeltà, ma soprattutto invocano – anche solo con quegli guardi così intensi – una qualsiasi speranza.

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