Se la porta via il mare

A(b)Braccio # Gaspare Scimò

Questa mattina Facebook mi ha proposto un ricordo di tre anni fa. Allora scattai soltanto una foto e adesso mi torna in mente quello che successe quel pomeriggio, con i miei bimbi, per questo ho deciso di completare questa immagine con le mie parole. Ricostruendo i ricordi, come si farebbe con un puzzle.

Moreno aveva quattro anni e Havana due. In realtà Havana non ha mai avuto due anni, né tre, né quattro. Dentro di lei convivono, da sempre, Eva, Giovanna D’Arco, Cleopatra, la Regina delle Amazzoni, Mata Hari, Marilyn Monroe e chissà quante altre pericolose e potenti donne. Tutte insieme.

Quel pomeriggio li portai a passeggiare in una spiaggia. Non c’era nessuno, solo noi tre e le onde. Onde talmente forti, che ogni volta che raggiungevano la riva, sembrava che avrebbero inghiottito tutto. Moreno ed io ci tenevamo a debita distanza, Havana no, avanzava ed io la lasciavo fare. Fissai un punto e decisi che fino a quello non le avrei detto nulla. È giusto così, pensai.

Lei avanzava e le onde le andavano incontro. Facevo fatica a restare zitto e Moreno mi guardava confuso. Il punto che avevo stabilito era sempre più vicino e lei non si girò nemmeno una volta. Metteva un piedino davanti all’altro e continuava ad avanzare. Raggiunse il mio ideale limite di sicurezza, ma non le dissi nulla. Forse perché, conoscendola bene, sapevo che quella era una sorta di sfida, per lei. Anzi era una tripla sfida. Tra lei, il mare e me. Tutti contro tutti.

Moreno mi strattonò la mano e urlò fortissimo chiamando la sorella, poi si mise a piangere forte. “Papà, se la porta il mare. Havana! Havana!”. Havana, non si voltò, si mise seduta, mentre Moreno piangeva come se la sorella stesse per morire. Piangeva ma ci aveva salvati entrambi, me e Havana. Soprattutto me, che alla fine avrei ceduto.

“Prendila papà” – mi stava supplicando e non servirono a nulla le mie rassicurazioni. Gli dicevo che non c’era bisogno di fare così. “Vieni con me – gli dissi – non avere paura”. Moreno mi lasciò la mano e me lo chiese ancora: “Prendila papà, altrimenti se la porta via il mare”.

Havana stava giocando con la sabbia, fottendosene allegramente di tutti ed io andai da solo a prenderla. Una volta che ci trovammo in un posto sicuro, Moreno l’abbracciò e rimasero stretti così a lungo, che ebbi il tempo di scattare questa foto.

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