In ritardo

A(b)Braccio # Prospero Dente

Oggi ho la sensazione di sentirmi in ritardo. Con la vita, con gli anni, con quel che resta. Anche con le cose che continuo a non comprendere.

La mafia, la cattiveria, l’indifferenza, il silenzio di qualcuno, il binario unico. Sì, anche il binario unico. Quello che, in fondo, rappresenta la vita di molti di noi. Tutti obbligati a viaggiare in un’unica direzione, senza possibilità di scambio. Senza avere l’occasione di guardare, dal finestrino, qualcuno che ti passa accanto sull’altro binario. E magari salutarlo con un cenno della mano.

Quello che, ad un certo punto, può interrompersi improvvisamente. Senza che tu te ne accorga.

In ritardo su alcune occasioni, ormai andate. In ritardo per chiedere scusa, per rincorrere qualcuno. In ritardo per un ultimo sguardo, un’ultima volta. In ritardo per riscrivere la vita di un uomo che hai abbozzato in trenta righe in cronaca.

Sentirsi in ritardo non è una bella sensazione. Ti sale l’ansia perché qualcuno è già arrivato, ha già trovato posto, è riuscito a stringere la mano giusta. E poi, se arrivi in ritardo, siedi inevitabilmente all’ultima fila o peggio, resti in piedi. Oggi ho la sensazione di sentirmi in ritardo con la vita. Con gli anni che sono già andati avanti. Con le cose, tante, che non sono riuscito a fare. Allora devo sbrigarmi, anticipare le lancette della sveglia e provare a riprendere fiato. Correre di più e fare.

Coraggio.

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