Mi chiamo Bommarito Giovanni

A(b)Braccio # Costantino Margiotta

Mi sono ritrovato in fila, in attesa dell’imbarco di un volo economico. L’ho visto lì. Un signore avanti negli anni, con indosso una giacca dignitosamente fuori moda e con un sorriso amichevole per chiunque incrociasse il suo sguardo. Uno di quei “soggetti” che, in una giornata come un’altra, speri di non ritrovarti accanto durante il volo.
Appunto.

– E lei come si chiama?
– Costantino.
– E che va a fare a Roma?
– Torno a casa.
– Io invece vado a trovare una persona. Che dice, sto bene?
– Sì, ma non ha caldo? Perché non toglie la giacca?
– No, mi deve trovare bene.
– Allora si tratta di una “signora”…
– ( sorride) Che vuole, signor Costantino. Io ho voluto bene solo a mia moglie, ma ora sono solo. L’ho persa cinque anni fa.
– Siete stati sposati per molto tempo?
– Quasi sessant’anni. Vivevamo all’Arenella e avevamo le case vicine. Eravamo giovani, che vuole, io suonavo il mandolino e a lei piaceva. Un giorno, mio padre mi ha detto che dovevamo partire per l’America. Avevo 16 anni e io ho detto: “Io non posso venire, mi sono impegnato con Anna. Come fa lei senza di me?”. E così sono restato. La mia famiglia è partita e io sono rimasto per lei. E ci siamo sposati.
– Avete avuto dei figli?
– Sì, due, ma sono grandi. Hanno la loro vita. Stanno per i fatti loro da tanto, ormai. Io e mia moglie manco ce ne eravamo accorti che erano passati tutti questi anni e che eravamo rimasti di nuovo in due. Poi lei si è ammalata…
– Mi dispiace…
– Eh lo so, se ne sentono tante di brutte malattie. A lei è venuto il diabete e le ha preso gli occhi. Non ci vedeva più ma diceva che, per addormentarsi, le bastava sentire il mio respiro e non aveva più paura del buio. Io le ho detto: “Anna, non ti preoccupare, te lo do io uno dei miei occhi. Uno tu, uno io e vediamo le cose insieme”. Sì, lo so, sembra una cosa brutta, ma io lo volevo fare. Non ho fatto in tempo. Lei se n’è andata prima dell’operazione.
– E poi lei ha conosciuto questa signora…
– Sì, ma non lo so che devo fare. Sicuro che sto bene, così?
– Sta benissimo. Ma la giacca, almeno durante il volo, avrebbe dovuto toglierla.
– Ha ragione, signor Costantino, ma ormai siamo arrivati.
– Come si chiama lei?
– Bommarito Giovanni.
– Davvero si chiama Bommarito?
– Che vuole, signor Costantino. Ognuno di noi ha una stella.

Ho il rimpianto di non avergli chiesto il numero di telefono. Mi sarebbe piaciuto sapere di lui e se la signora aveva apprezzato la sua giacca. E poi c’è quella domanda con cui abbiamo fatto i conti almeno una volta nella vita: “Che cosa saresti disposto a sacrificare per amore?”. Non so voi, ma io ho conosciuto poche persone capaci di dare la risposta di Bommarito Giovanni.

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