Una su un milione

A(b)Braccio # Ennio Tinaglia

Ho sempre avuto un rapporto burrascoso con le percentuali e le statistiche. Io sto sempre dalla parte sbagliata. Per darvi un’idea: quante volte avete sentito dire “a quella se l’è fatta mezza Palermo”? – che è il 50%. Beh, io sono sempre stato nell’altro 50%. Oppure 1 su 1000 ce la fa, ecco, quell’uno non sono mai stato io.

Naturalmente la situazione si ribalta quando a percentuali alte, altissime, corrispondono situazioni favorevoli. Io ricado nella nefasta percentuale minima. Lo so che molti di voi si riconosceranno in situazioni del genere, ma è esattamente questo che mi colloca nella categoria dei pessimisti e non posso farci niente.

Perché vi dico questo? Perché ieri sera, mentre ero a cena in un locale con mia moglie, ci siamo ricordati di una cosa avvenuta una ventina di anni fa. Lei, per una banale caduta, si era fratturata il polso. A Villa Sofia, dopo la consueta trafila, il medico disse che bisognava rimettere a posto il polso con una manovra meccanica. Così, la portarono in una sala apposita situata nello stesso piano del Pronto Soccorso. C’erano, in quella sala, 5-6 pazienti che secondo me erano messi davvero male, intubati, circondati da macchinari che emettevano dei bip. Insomma, la cosa mi fece un tantino impressione. Poi mi venne incontro un medico che voleva che firmassi il consenso informato visto che mia moglie non poteva farlo perché quello fratturato era il polso destro e lei non è mancina. ( e questo lo sottolineo a proposito di percentuali). “A che serve”? – gli chiesi. “E’ una formalità, ma siccome dobbiamo praticare a sua moglie un minimo di anestesia…sà…una su un milione…”.

Quella frase buttata così, una su un milione, fu per me una specie di fucilata. Lui, il medico, non poteva saperlo, ma ad un pessimista, anzi ad un nichilista come me, certe cose non si possono dire. “Ma è davvero così dolorosa”? – “Si” – “E quanto dura”? – “Solo qualche secondo” – “Allora non se ne parla”.

Mia moglie ha una soglia del dolore molto alta. Chiesi di parlarle. Lei era sdraiata su un lettino. “Patty, una su un milione, tu mi conosci, una su un milione è una percentuale elevatissima, tu mi capisci, vero?”.  Lei aveva già gli occhi lucidi per il dolore causato dalla frattura. Sorrise ed annuì. Uscii dalla sala e dopo qualche minuto la sentii urlare. Poi rientrai: “Hai visto, amore? È tutto finito”. Lei mi disse: “Si, gran pezzo di merda che sei”. E’ stata la stessa cosa che mi ha detto ieri mentre ricordavamo l’episodio. Ma poi abbiamo fatto cin cin.

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