Io sono Libero

A(b)Braccio # Giovanni Filippetto

Libero Grassi. La sua storia ha segnato per sempre la mia vita.

Sono queste le prime parole pronunciate dal giornalista che nella docufiction “Io sono Libero” narra la vicenda.

Sono parole che sento mie, senza esagerare. Perché la storia di Libero Grassi è una di quelle narrazioni che ti arrivano addosso come un treno in corsa. Ti travolgono, ti sconvolgono, ti aprono la mente, ti squarciano il cuore.

Ovviamente io Libero Grassi non l’ho mai conosciuto. Né ho mai conosciuto Pina Maisano, la moglie. Non conosco neanche bene Palermo oggi, tanto meno la Palermo del 1991. Della vicenda sono stato testimone indiretto. I miei unici punti di contatto sono stati la trasmissione Samarcanda dell’11 aprile 1991 e quella del 13 giugno. La televisione, insomma. Niente di più. E con la televisione torno a parlare di lui. Non è strano. Faccio questo mestiere, lavoro in tv. Ma ciò che rende la cosa particolare è che conoscere da lontano Libero Grassi, leggere quello che scriveva, documentarsi su di lui, poter raccontare la sua storia agli altri, mi ha reso la vita diversa, in qualche modo.

Perché la straordinarietà del suo pensiero libero, la sua figura di uomo che aveva grandi principi e grandi ideali, il suo esempio di persona normale che voleva condividere con gli altri la sua esperienza di cittadino e di uomo che vive in società con gli altri, sono stati, sono e saranno per me un esempio di come si deve fare, di quale percorso si deve intraprendere, di quale comportamento assumere nella società.

Un famoso cantante diceva “il tempo è il progresso”. Libero Grassi, la sua storia, a distanza di venticinque anni, mi ha fatto capire che grazie a lui noi tutti siamo più liberi, perché anche se non tutto è cambiato, sicuramente è cambiato il nostro modo di avere a che fare con persone che lottano per se stesse e per noi e che non dovremo mai più lasciare soli, come ha fatto la società palermitana con Libero Grassi.

Questo per me è stato Libero Grassi: un uomo che mi ha fatto capire ancora una volta che la libertà di una persona, le sue scelte, sono il bene primario da preservare. Finché ci sarà bisogno di lottare per la libertà di ognuno di noi, io vorrei essere al suo fianco. Avere il privilegio di lavorare ad una docufiction su di lui, questo mi ha lasciato. E ne sono orgoglioso.

IO SONO LIBERO
di Giovanni Filippetto e Francesco Micciché
questa sera alle 21.25 su Rai Uno

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