Ci vuole ‘culo’

A(b)Braccio # Ennio Tinaglia

Nel frigo di Facebook non c’è nulla di appetibile. Sarà per l’orario. Sono appena le 16 di un pomeriggio di Agosto che scivola lento e noioso. Mi metto a giocherellare a burraco on line. Non c’è nulla, ma proprio nulla in palio, solo dei punti che non ti fanno vincere niente.

Un tizio, però, si incazza, perché il server mi ha regalato un bel po’ di jolly e pinelle. Comincia ad imprecare con la sua chat. Per ripicca si mette pure a scartare carte a me favorevoli. Gli scrivo: “Ma che ti incazzi a fare? Che te ne frega, non sei annoiato? Passati il tempo e divertiti”.

Vinco la partita. Mi congedo, col saluto di prammatica. Lui manco mi risponde. Riapre un altro tavolo. Ci clicco su e chiedo se vuole la rivincita. Ha qualche attimo di esitazione, poi accetta. Nella chat preliminare scrivo: “Vinca chi ha più K” – sì, perché l’algoritmo del server non consente di scrivere parolacce terribili come ‘culo’.

Ed è esattamente in quel momento che lo scenario vira di 360°. Dal burraco on line, allo psicodramma. Mi scrive che lui culo nella vita non ne ha mai avuto. Che la vita gli ha rubato due anni fa la cosa più bella che aveva. Una figlia di 22 anni, stroncata da un improvviso malore. Sindrome di Brugada. Mi comincia a raccontare un sacco di cose, di come era sua figlia. Mi parla della sua famiglia, del suo lavoro. Il dialogo in chat si infittisce. Anch’io mi lascio andare. Mentre il server provvede, in automatico, ai rispettivi fagli.

Nessuno di noi ‘cala’ combinazioni di gioco e le carte si allungano in modo impressionante sul virtuale tavolo verde. Ci ridiamo su. Sento, però, un groppo alla gola solo quando lui mi dice: “Ho capito subito che eri una bella persona”. Sì, perché, in fondo, era come se mi stesse aspettando, ma io non lo sapevo, non avevamo preso nessun appuntamento.

E ora vi dico una cosa: noi non lo sappiamo, o forse non ci pensiamo, ma abbiamo tutti un’infinità di appuntamenti di questo tipo. Perché siamo mine vaganti. Ognuno ha un nervo scoperto che prima o poi, nel girovagare, viene toccato. Certo, talvolta si esplode in malo modo, e sono cazzi. Altre volte becchi il Jolly. L’ennesimo, come è capitato a me in quel pomeriggio di Agosto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...