Perversione 2.0

di Daniela Tornatore

Che cos’è? Gusto dell’orrido? Alienazione? Cattiveria strisciante? O il desiderio inconscio di emulazione? Non lo saprò mai. Quello che so è che sono ancora sconvolta. E lo sono ogni volta che su Facebook mi imbatto, mio malgrado, nella visione di video raccapriccianti, che neanche Dario Argento nei suoi film.

Una perversione che si scatena quasi sempre sugli animali, vittime preferite da gente crudele, probabilmente repressa, certamente deviata. Gli animali, i cani soprattutto, la rappresentazione massima dell’essere indifesi.

Ne vedo tanti, purtroppo, in questa vetrina legalizzata che è Facebook. Cani bastonati, impiccati, avvelenati, usati come palline da ping pong. Video in cui la violenza e la crudeltà raggiungono livelli impressionanti. E ogni volta è una lotta con me stessa nel disperato tentativo di cancellare, dimenticare, annullare.

Ma aI disgusto non c’è mai fine. E se c’è un fondo, lo ha certamente toccato lei: quella stronza vestita di nero, con le scarpe rosse, tacco alto, capelli lunghi, che con un’espressione degna di Lucifero, se ne sta lì a seviziare un povero cane, con la fiamma ossidrica in mano. Un povero cane che non può fare niente, se non contorcersi e ansimare, legato come un salsicciotto dal muso in giù. Lei se la gode, mentre il cane brucia lentamente. E c’è qualcuno che riprende quella scena che non finisce mai, senza tradire un minimo di esitazione. Basta e avanza per avere dei conati di vomito che tornano ogni volta che ci ripenso.

Luridi schifosi, esseri indegni di stare a questo mondo, che forse non avete avuto abbastanza dalla vita e quell’abbastanza è già troppo. Gente di merda, col cervello annientato da non so che e non so chi, col vostro sadismo senza limiti, da fare impallidire persino Jack lo squartatore. Che ribrezzo che provo nei vostri confronti.

Ma forse, purtroppo, c’è chi sta peggio di voi. Perchè non può essere sano di mente chi quei video non solo li guarda, ma li posta su Facebook e li condivide, collezionando dei like travestiti da indignazione. Cosa credete, di sensibilizzare chi? Di denunciare cosa? Indegni pure voi, forse anche di più.

Avete fatto il loro gioco, mostrare violenza, crudeltà all’ennesima potenza, avallare un voyerismo da quattro soldi. Siete gli stessi che poi commentano le prodezze dei Cinque Stelle, le campagne sulla fertilità, la formazione della Nazionale agli Europei di calcio, la ricetta degli spaghetti con i ricci, come se niente fosse. Non vi è rimasto niente di quel cane sofferente, solo, indifeso, innocente. Che avete condiviso a fare quel video? Perchè? Qual è esattamente il vostro messaggio?

In un mondo perfetto di voi non ci sarebbe traccia. In un mondo perfetto quella fiamma ossidrica andrebbe usata su di te, stronza di una donna dalle scarpe rosse. Lasciartela scivolare addosso con la stessa crudeltà con cui tu l’hai fatta subire a quel povero cane, con calma, senza fretta. E invece sono in questo mondo e io non posso fare niente. Solo odiarti e maledirti.

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