Rigopiano non è un miracolo

A(b)Braccio # Antonio Iovane (Radio Capital)/

Ci sono stato in vacanza a luglio del 2016 e ci sono tornato, con la testa, il 18 gennaio 2017.

Sul video c’è il marchio Guardia di finanza, la telecamera racconta. Quello che mi colpisce non è la neve penetrata ai bordi della grande vasca della Spa.

È il buio. Il buio che le torce fendono.

C’era una ragazza, allora, a illustrarmi il percorso, in quella giornata radiosa. Qui, a destra, c’è la sauna più grande, all’inizio nascosta dal vapore che poi si dirada e lascia vedere la grande sala circolare… qui in fondo la doccia svedese… poi puoi entrare nella vasca divisa in due dalla vetrata, decidere di stare fuori, all’aperto, a goderti la vallata, oppure dentro. Qui ci sono quattro idromassaggi, ciascuno con funzioni diverse. Dovremmo tornarci in inverno, con la neve – pensammo.

Adesso sono le torce della guardia di finanza a percorrere la stessa strada nel buio.

Qui, a destra, c’era la sauna più grande, all’inizio nascosta dal vapore che poi si diradava e lasciava vedere la grande sala circolare… qui in fondo la doccia svedese… poi potevi entrare nella vasca divisa in due dalla vetrata, decidere di stare fuori, all’aperto, a goderti la vallata, oppure dentro. Qui c’erano quattro idromassaggi, ciascuno con funzioni diverse.

Mi rivedo lì come un fantasma.

E poi li immagino, gli altri me che pensavano di godersela, quella spa. Magari ci avranno provato, ma poi il terremoto, la bufera, la nevicata mai vista.

Andiamocene.

Giampiero Parete non si trovava dentro, in quel momento. Quando la montagna travolge l’hotel è fuori.

Vede.

E quello che vede lo traduce in una telefonata con il titolare del ristorante per cui lavora. Dice: Sono tutti morti.

Anche mia moglie. Anche le mie figlie.

Faccio il giornalista: cerco di capire, chiamo, ascolto Suggestionato da quel Sono tutti morti. E poi ecco le immagini e le ore estenuanti trascorse in attesa dei mezzi pesanti.

Sono tutti morti. Sono tutti morti.

Sono passati due giorni, non si sopravvive a condizioni del genere.

Sono tutti morti.

Poi, da un buco, da un tunnel verticale, eccoli, piano piano.

Madre. Figlia. Uomini. Bambini.

Certo, restano anche i sommersi, ma intanto ci sono i salvati, e il foro non è più il tumulo ma è la rinascita.

Rinascono.

Questo non è un miracolo, questo è il riscatto della nostra coscienza collettiva. Da quel foro risalgono gli Alfredo Rampi che non riuscimmo a salvare.

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