L’amore è un’altra cosa

A(b)Braccio # Silvia Chieppa /

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Quella coi dati alla mano. Raccapriccianti. Quella in cui leggiamo nero su bianco di centinaia di donne strangolate, bruciate, sfregiate, picchiate. Spesso da qualcuno a loro vicino, il fidanzato, il marito, il padre dei loro figli. E se tutto questo, per quanto ignobile e terribile, ha un che di “plateale”, c’è di più.

C’è la violenza nascosta, quella subdola, che forse almeno una volta nella vita ognuna di noi ha incrociato, ma soprattutto giustificato. La violenza di chi prova a farti sentire sbagliata. La violenza di chi ti impedisce di fare, di andare, di essere te stessa, per gelosia. La violenza di chi ti controlla il cellulare. La violenza di chi ti chiude le porte del mondo con la scusa dell’amore. La violenza di chi ti chiede di dimostrare un sentimento, rinunciando. Quando amore è solo dare.

La violenza di alcuni “Dove sei? Con chi sei?”. La violenza delle parole. Di un “cretina”, di un “non capisci niente”, di un “non vali niente”. La violenza di chi giudica da un vestito, da un rossetto marcato. E una gonna corta diventa un pretesto per uno “zoccola”. La violenza con cui si viene scaricate se si decide di non spingersi oltre.

Impariamo a dire no. Smettiamo di pensare che solo perché non è un livello che ci mette in pericolo vada assecondato. Impariamo a volerci bene. Noi per prime. Non confondiamo i legami con l’amore. Sono due cose diverse. L’amore non lega, libera.